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	<title>Archeologia &#8211; Invasioni Digitali</title>
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	<description>1 Gennaio - 31 Dicembre 2019</description>
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		<title>FAST – Folklore, Arte, Storia e Tipicità di Puglia (3rd day)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Franco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2018 11:22:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Verso Ordona! Una visita guidata alle &#8220;antichità&#8221; della cittadina in cui storicamente si accese lo scontro della seconda guerra punica fra romani e cartaginesi, sino al passaggio di potere del popolo romano (ager publicus populi Romani). Verso, dunque, la conoscenza di tutti gli strati sedimentati,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Verso Ordona!</p>
<p style="text-align: justify;">Una visita guidata alle &#8220;antichità&#8221; della cittadina in cui storicamente si accese lo scontro della seconda <em>guerra punica</em> fra romani e cartaginesi, sino al passaggio di potere del popolo romano (ager publicus populi Romani).<br />
Verso, dunque, la conoscenza di tutti gli strati sedimentati, singolare il sito archeologico come il nuovo museo civico, curato con competenza dai volontari dell&#8217;<em>Archeoclub Herdonia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><img class="aligncenter wp-image-10131 size-large" src="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2018/02/Herdonia-1024x444.jpg" alt="" width="1024" height="444" srcset="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2018/02/Herdonia-1024x444.jpg 1024w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2018/02/Herdonia-300x130.jpg 300w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2018/02/Herdonia-768x333.jpg 768w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2018/02/Herdonia-700x303.jpg 700w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Alla vista del sito, al veder di questo paesaggio ricco di vigne e oliveti, finalmente ai nostri occhi appaiono le rovine, essendo <strong>Herdonia </strong>la meta di un piacevole <em>sopralluogo archeologico</em>. Piccola cittadina, sviluppatasi grazie alla sua posizione strategica nei collegamenti del Tavoliere di Puglia, ebbe una storia più lunga di quel che si immagina, con momenti di sviluppo e di crisi, di espansione e di distruzione, rappresentando un singolare caso per la conoscenza della storia della Daunia antica e medievale.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter wp-image-10129 size-large" src="https://archivio.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2019/08/Herdonia-1-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" /></p>
<p style="text-align: justify;">Se non del tutto strutturalmente, a <em>colpo d&#8217;occhio</em>, con l&#8217;ausilio dell&#8217;immaginazione, è possibile ripercorrere tutti i periodi storici, dalla preistoria alla nascita dell&#8217;insediamento indigeno, dalla formazione della città romana alla creazione del villaggio medievale, in cui si equilibrano ed alternano le necessità di città con quelle di campagna. E&#8217; il ruolo del Museo che completa il puzzle della conoscenza, avvalendo ogni visitatore di <em>video mapping</em> e di <em>animazioni 3</em>D in cui si narrano gli avvenimenti storici del paesaggio. E&#8217; qui, al Civico di Ordona che, studi e ricerche museali debbano applicarsi ai reperti, numerosissime casse di cocci ceramici, scarti di bronzo, metalli, tessuti e rari reperti lignei attendono, post rinvenimento, di essere musealizzati.. <em>verso</em> una contemporanea &#8220;esposizione al culto&#8221;.  Ma non sarà possibile fare ulteriore luce, per un quadro complessivo, sino a quando i territori di un centro così vasto non verranno espropriati ed opportunamente studiati.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter wp-image-10125 size-full" src="https://archivio.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2019/08/Museo-Civico-di-Ordona-Herdonia.jpg" alt="" width="720" height="960" /></p>
<p>All&#8217;apice della <strong>Via Traiana</strong>, nel sub Appennino, varcato il bivio di Benevento, tagliando a metà lo stivale dal <em>Tirreno</em> verso l&#8217;<em>Adriatico</em>, prima di lambire <em>Canosa</em>: è lì che sorge <em>Herdoniae</em>.<br />
Oltre le pale eoliche, in lontananza, affiorano i Borghi, il vento alimenta <em>energie e ricordi</em>. Quando si pensa ad un luogo, inevitabilmente si va alla ricerca degli annali migliori, tra le memorie resta cronologica &#8220;chiave di volta&#8221; il 109 d.C.: anno di progressiva trasformazione dell&#8217;area del foro, prima il <em>campus eroico</em>, un <em>impianto termale</em>, poi la <em>basilica civile</em> e la <em>via Traiana</em>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-10127 size-full" src="https://archivio.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2019/08/Via-Traiana.jpg" alt="" width="480" height="855" /></p>
<p>L’incapacità di agire per la tutela, piuttosto, sembra essersi congelata al 26 novembre del 1962, quando una missione archeologica belga, guidata da <em>Joseph Mertens</em> dell’Università di Leuven, iniziò gli scavi, che si sono timidamente proseguiti fino al 2000.</p>
<p style="text-align: justify;">Cittadine così, in questi vicoli, tra queste contrade e paesaggi pieni di vita, hanno dato morte per poi donare alla storia nuovi natali.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ora di pranzo si trascorre a <strong>Cerignola</strong>, città che ha dato i natali allo storico sindacalista Giuseppe Di Vittorio, al filologo Nicola Zingarelli, ma che ha dato anche cittadinanza a Pietro Mascagni, musicista di fama, che ebbe un contenzioso per &#8220;Cavalleria Rusticana&#8221; proprio con un mio conterraneo, <span class="st">Giovanni Verga</span>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter wp-image-10133 size-full" src="https://archivio.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2019/08/Cerignola.jpg" alt="" width="575" height="893" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo comune più esteso d&#8217;Italia al terzo giro del Fast Press Tour, che resta <em>inconteso</em> a tavola, noto per la &#8220;Bella di Cerignola&#8221; e per l&#8217;elevata produzione di grano, che custodisce nella tradizione la preparazione di numerosi prodotti enogastronomici. La buona compagnia, di questa una parte istituzionale ed una di viaggio, scandisce tra un pasto ed una conversazione le prime ore del pomeriggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre scoperte accompagnano le ultime ore di luce, al <em>Museo del Piano delle Fosse e del Grano</em>, ma questo sapere, che ci è stato dato dalla preparata Tania Guercia, si completerà al quarto ed ultimo giorno.<br />
Divulgazione implica conoscenza del viaggio e manifestazione, comunicazione di tale conoscenza. Quando avviene attraverso il racconto, ciascuno dipinge immagini che solo la visita può sentenziarle reali.</p>
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		<title>Rubi Antiqua, dal collezionismo all&#8217;archeologia, Ruvo di Puglia e l&#8217;Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marianna Marcucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 11:43:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dobbiamo tornare indietro fino al 2000 a.C. per trovare le prime testimonianze dell&#8217;esistenza di villaggi a <strong>Ruvo</strong>, in Puglia, in provincia di Bari e, ancora oggi, non ci ha rivelato tutti i suoi segreti e la sua storia. Con il passare del tempo, e grazie anche alle numerose dominazioni della zona &#8211; greca, normanna e borbonica &#8211; sono stati rinvenuti oggetti di grandissimo valore storico e archeologico e Ruvo, Rubi, è diventata famosa nel mondo.</p>
<p>Un interesse che ha visto nascere la collaborazione culturale tra partner italiani e francesi, uniti nella passione per l&#8217;archeologia classica, nel progetto &#8220;<strong>Rubi Antiqua</strong>&#8220;.</p>
<div id="attachment_10215" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-10215" class="size-large wp-image-10215" src="https://archivio.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2019/08/Vasetti-1024x671.jpg" alt="" width="1024" height="671" /><p id="caption-attachment-10215" class="wp-caption-text">Vasetti miniaturistici apuli, seconda sala del Museo Nazionale Jatta, credits Sara Rania. Su concessione del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo &#8211; Polo Museale della Puglia &#8211; Museo Nazionale Jatta</p></div>
<p>Rubi Antiqua ha studiato e approfondito la storia dell&#8217;antica città di Ruvo, per cercare di comprendere quali fossero le motivazioni di un intenso traffico di  reperti archeologici fra Napoli, Parigi e Ruvo; per cercare di rintracciare le origini ruvestine di molte opere contenute in musei francesi ed europei, ma anche americani e russi. Rintracciare <strong>un&#8217;identità</strong> che ha legato questa cittadina al mondo.</p>
<p>Le ricerche sono state effettuate, da un lato, a Ruvo e il centro sono stati il <strong><a href="http://www.palazzojatta.org/il-museo-nazionale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Museo Nazionale Jatta</a></strong> e il <strong>Palazzo Jatta</strong>, con la sua biblioteca e gli archivi privati e, dall&#8217;atro, a Parigi, all’interno della <strong>Galerie Colbert</strong>, sede multiculturale che riunisce numerose ed importanti istituzioni francesi ed ospita il prestigioso Institut National d’Histoire de l’Art – <strong>INHA</strong>.</p>
<div id="attachment_10218" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-10218" class="size-large wp-image-10218" src="https://archivio.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2019/08/13.Rubi-antiqua.-Particolare-dello-scalone-monumentale-di-ingresso-al-primo-piano-di-Palazzo-Jatta.-Casa-Museo-Jatta-credits-Sara-Rania.-Courtesy-Famiglia-Jatta-1024x700.jpg" alt="Rubi antiqua. Particolare dello scalone monumentale di ingresso al primo piano di Palazzo Jatta. Casa Museo Jatta, credits Sara Rania. Courtesy Famiglia Jatta" width="1024" height="700" /><p id="caption-attachment-10218" class="wp-caption-text">Rubi antiqua. Particolare dello scalone monumentale di ingresso al primo piano di Palazzo Jatta. Casa Museo Jatta, credits Sara Rania. Courtesy Famiglia Jatta</p></div>
<p>Possiamo ammirare le splendide collezioni del Museo Jatta grazie alla lungimiranza della Famiglia Jatta che, tra il 1820 e il 1842, si è  impegnata per raccogliere i reperti in un museo &#8220;di famiglia&#8221; che diventerà poi museo nazionale. Grazie, soprattutto, a <strong>Giulia Viesti</strong>, madre di Giovanni Jatta junior, che convinse Ferdinando II, Re delle Due Sicilie, a rinunciare all’acquisto della collezione per riunirla a Ruvo. La disposizione che le opere oggi hanno nel museo è la stessa voluta dalla famiglia Jatta al momento della fondazione, un criterio &#8220;di bellezza&#8221;, secondo il gusto dell&#8217;epoca. Infatti, quelli più grandi, ritenuti più belli e più importanti sono collocati sopra colonne di legno, mentre gli altri nelle vetrine delle prime stanze.</p>
<div id="attachment_10220" style="width: 733px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-10220" class="size-large wp-image-10220" src="https://archivio.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2019/08/Iscrizione-723x1024.jpg" alt="" width="723" height="1024" /><p id="caption-attachment-10220" class="wp-caption-text">Iscrizione funeraria e cratere a mascheroni apulo,credits Sara Rania. Su concessione del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo &#8211; Polo Museale della Puglia &#8211; Museo Nazionale Jatta</p></div>
<p>I risultati del progetto Rubi Antiqua verranno presentati a Parigi, dal team condotto da Daniela Ventrelli dal 2014 ad oggi, nel corso del Convegno <strong>&#8220;Rubi Antiqua &#8211; dal collezionismo all&#8217;archeologia, Ruvo di Puglia e l&#8217;Europa&#8221;</strong> dove saranno presenti consulenti scientifici del progetto e ricercatori dell&#8217;equipe, storici dell&#8217;arte, archeologi e conservatori che illustreranno le diverse fasi seguite per la ricerca e gli obiettivi futuri.</p>
<div class="entry-content content">Le istituzioni che parteciperanno danno uno spaccato del legame forte realizzato grazie al progetto: la Sorbona, il Louvre, il Petit Palais, il Cabinet des Médailles di Parigi, l’Ermitage di San Pietroburgo, l’Antikesammlungen di Monaco di Baviera, il Museo di Karlsruhe nel Baden, il Nationalmuseet di Copenhagen, i Musei Vaticani, il Museo archeologico di Napoli, il Museo etrusco di Villa Giulia, le Università di Bari, Foggia, Napoli, Venezia, Milano e Bruxelles.</div>
<div class="entry-content content"></div>
<div class="entry-content content">

<a href='https://www.invasionidigitali.it/rubi-antiqua-dal-collezionismo-allarcheologia-ruvo-di-puglia-e-leuropa/scorcio/'><img width="712" height="1024" src="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/Scorcio-712x1024.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/Scorcio-712x1024.jpg 712w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/Scorcio-209x300.jpg 209w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/Scorcio-768x1104.jpg 768w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/Scorcio-700x1007.jpg 700w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/Scorcio.jpg 1400w" sizes="(max-width: 712px) 100vw, 712px" /></a>
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<a href='https://www.invasionidigitali.it/rubi-antiqua-dal-collezionismo-allarcheologia-ruvo-di-puglia-e-leuropa/2-rubi-antiqua-askos-plasticocredits-sara-rania-su-concessione-del-ministero-dei-beni-e-delle-attivita-culturali-e-del-turismo-polo-museale-della-puglia-museo-nazionale-jatta/'><img width="866" height="1024" src="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/2.Rubi-antiqua.-Askòs-plasticocredits-Sara-Rania.-Su-concessione-del-Ministero-dei-Beni-e-delle-attività-Culturali-e-del-Turismo-Polo-Museale-della-Puglia-Museo-Nazionale-Jatta-866x1024.jpg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/2.Rubi-antiqua.-Askòs-plasticocredits-Sara-Rania.-Su-concessione-del-Ministero-dei-Beni-e-delle-attività-Culturali-e-del-Turismo-Polo-Museale-della-Puglia-Museo-Nazionale-Jatta-866x1024.jpg 866w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/2.Rubi-antiqua.-Askòs-plasticocredits-Sara-Rania.-Su-concessione-del-Ministero-dei-Beni-e-delle-attività-Culturali-e-del-Turismo-Polo-Museale-della-Puglia-Museo-Nazionale-Jatta-254x300.jpg 254w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/2.Rubi-antiqua.-Askòs-plasticocredits-Sara-Rania.-Su-concessione-del-Ministero-dei-Beni-e-delle-attività-Culturali-e-del-Turismo-Polo-Museale-della-Puglia-Museo-Nazionale-Jatta-768x909.jpg 768w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/2.Rubi-antiqua.-Askòs-plasticocredits-Sara-Rania.-Su-concessione-del-Ministero-dei-Beni-e-delle-attività-Culturali-e-del-Turismo-Polo-Museale-della-Puglia-Museo-Nazionale-Jatta-700x828.jpg 700w" sizes="(max-width: 866px) 100vw, 866px" /></a>
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<a href='https://www.invasionidigitali.it/rubi-antiqua-dal-collezionismo-allarcheologia-ruvo-di-puglia-e-leuropa/13-rubi-antiqua-particolare-dello-scalone-monumentale-di-ingresso-al-primo-piano-di-palazzo-jatta-casa-museo-jatta-credits-sara-rania-courtesy-famiglia-jatta/'><img width="1024" height="700" src="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/13.Rubi-antiqua.-Particolare-dello-scalone-monumentale-di-ingresso-al-primo-piano-di-Palazzo-Jatta.-Casa-Museo-Jatta-credits-Sara-Rania.-Courtesy-Famiglia-Jatta-1024x700.jpg" class="attachment-large size-large" alt="Rubi antiqua. Particolare dello scalone monumentale di ingresso al primo piano di Palazzo Jatta. Casa Museo Jatta, credits Sara Rania. Courtesy Famiglia Jatta" srcset="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/13.Rubi-antiqua.-Particolare-dello-scalone-monumentale-di-ingresso-al-primo-piano-di-Palazzo-Jatta.-Casa-Museo-Jatta-credits-Sara-Rania.-Courtesy-Famiglia-Jatta-1024x700.jpg 1024w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/13.Rubi-antiqua.-Particolare-dello-scalone-monumentale-di-ingresso-al-primo-piano-di-Palazzo-Jatta.-Casa-Museo-Jatta-credits-Sara-Rania.-Courtesy-Famiglia-Jatta-300x205.jpg 300w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/13.Rubi-antiqua.-Particolare-dello-scalone-monumentale-di-ingresso-al-primo-piano-di-Palazzo-Jatta.-Casa-Museo-Jatta-credits-Sara-Rania.-Courtesy-Famiglia-Jatta-768x525.jpg 768w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/11/13.Rubi-antiqua.-Particolare-dello-scalone-monumentale-di-ingresso-al-primo-piano-di-Palazzo-Jatta.-Casa-Museo-Jatta-credits-Sara-Rania.-Courtesy-Famiglia-Jatta-700x479.jpg 700w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>

</div>
<div class="entry-content content">Oltre alla riflessione sul collezionismo che troverà grande spazio durante i dibattiti ci teniamo a segnalare anche che un’attenzione particolare sarà dedicata alla <strong>condivisione digitale dei dati</strong> prodotti dalle ricerche, <strong>consultabili online</strong> nella base Rubi Antiqua sulla piattaforma digitale dell’INHA, AGORHA. <a href="http://agorha.inha.fr/inhaprod/servlet/LoginServlet" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Li trovate qui.</a><br />
L&#8217;appuntamento parigino si terrà all’Istituto Nazionale di Storia dell’Arte di Parigi (INHA), nella Sala Vasari, il 16 e il 17 novembre 2017.</div>
<div class="entry-content content"></div>
<p><img class="size-large wp-image-10232 aligncenter" src="https://archivio.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2019/08/Convegno-Rubi-antiqua_locandina-originale-717x1024.png" alt="" width="717" height="1024" /></p>
<p style="text-align: left;">Qui trovare il <a href="http://rubiantiqua.eu/wp-content/uploads/2017/07/Colloque-Rubi-antiqua_programme.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">programma del Convegno</a> che potrete seguire con gli hashtag #rubiantiqua e #rubiantiquaparis sui social.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;Evento svolto con il supporto dell’agenzia Pugliapromozione”</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.invasionidigitali.it/rubi-antiqua-dal-collezionismo-allarcheologia-ruvo-di-puglia-e-leuropa/">Rubi Antiqua, dal collezionismo all&#8217;archeologia, Ruvo di Puglia e l&#8217;Europa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.invasionidigitali.it">Invasioni Digitali</a>.</p>
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		<title>Il Parco di archeologia condivisa (PArCo) di Poggio del Molino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marianna Marcucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 14:01:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Parco di archeologia condivisa]]></category>
		<category><![CDATA[Poggio del Molino]]></category>
		<category><![CDATA[Populonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Carolina Megale Poggio del Molino si trova nel territorio dell&#8217;antica città di Populonia (Livorno), su un promontorio a picco sul mare: è un luogo fantastico, un insediamento romano denso di storia che nel II secolo a.C. fu una fortezza di difesa dagli attacchi dei...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Carolina Megale</p>
<p><strong>Poggio del Molino</strong> si trova nel territorio dell&#8217;antica città di Populonia (Livorno), su un promontorio a picco sul mare: è un luogo fantastico, un insediamento romano denso di storia che nel II secolo a.C. fu una fortezza di difesa dagli attacchi dei pirati, trasformata poi in fattoria con grandi vasche per la produzione del famoso <em>garum</em> &#8211; la salsa di pesce tanto amata dai Romani &#8211; e infine completamente ristrutturata tra II e III secolo d.C. per diventare una lussuosa villa marittima, di cui si conservano le terme e il quartiere residenziale con splendidi pavimenti a mosaico.</p>
<p>Nel 2008 è iniziata una nuova stagione di scavi che è ancora in corso. Le attività sono gestite dall’Associazione culturale Past in Progress &#8211; di cui sono presidente &#8211; per conto del Comune di Piombino e dell’Università di Firenze, e a fianco di archeologi e restauratori professionisti, vi lavorano studenti universitari italiani e stranieri, e volontari provenienti da tutto il mondo che, oltre ad aiutare sul campo gli archeologi, contribuiscono a finanziare la ricerca, fino a oggi condotta interamente grazie a elargizioni e sponsorizzazioni private.</p>
<p><img class="size-large wp-image-10922 aligncenter" src="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/421-1-1024x196.jpg" alt="" width="1024" height="196" srcset="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/421-1-1024x196.jpg 1024w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/421-1-300x58.jpg 300w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/421-1-768x147.jpg 768w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/421-1-700x134.jpg 700w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Ora vogliamo fare un ulteriore salto in avanti e concretizzare un&#8217;idea grandiosa e rivoluzionaria: la creazione di PArCo, il <strong>Parco di archeologia condivisa di Poggio del Molino</strong>! Un parco di tutti e per tutti, <strong>senza barriere tra archeologi e cittadini</strong>. Diversamente dai parchi normali, infatti, qui per tutta l’estate ci sono gli archeologi al lavoro. Per questo abbiamo pensato di realizzare un parco per l’archeologia e il tempo libero insieme, che proporrà di continuo attività adatte a tutti, e che avrà negli archeologi al lavoro il suo punto di forza. Chiunque potrà osservare liberamente gli scavi in corso, chiedere informazioni, dare una mano nelle mansioni meno tecniche, oppure anche lavorare da volontario come si è sempre fatto. Insomma sarà uno scavo aperto, un lavoro condiviso di continuo con tutti i frequentatori del parco. Perché l&#8217;area di Poggio del Molino è pubblica &#8211; è proprietà del Comune di Piombino che l’ha acquistata nel 2014 &#8211; e vogliamo metterla a disposizione di tutti al più presto.</p>
<p><img class="size-large wp-image-10924 aligncenter" src="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/3b_cetaria-PdM-Rimigliano-di-Filippo-Fior-1024x576-1-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/3b_cetaria-PdM-Rimigliano-di-Filippo-Fior-1024x576-1.jpg 1024w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/3b_cetaria-PdM-Rimigliano-di-Filippo-Fior-1024x576-1-300x169.jpg 300w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/3b_cetaria-PdM-Rimigliano-di-Filippo-Fior-1024x576-1-768x432.jpg 768w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/3b_cetaria-PdM-Rimigliano-di-Filippo-Fior-1024x576-1-700x394.jpg 700w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/3b_cetaria-PdM-Rimigliano-di-Filippo-Fior-1024x576-1-539x303.jpg 539w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Ecco, consentire a tutti di trascorrere le proprie domeniche o le proprie estati a contatto diretto con gli archeologi, è un modo diverso e nuovo per avvicinare i cittadini alla pratica dell’archeologia e all’amore per il nostro passato. Perché il passato appartiene a tutti noi, e chi lo studia – come gli archeologi – lo fa per conto della comunità. Questa è la nostra idea archeologia, e il “Parco di archeologia condivisa” è un’idea replicabile ovunque: un luogo dove tutti possono – trascorrendo una giornata divertente all’aria aperta – toccare con mano il passato.</p>
<p><img class="size-large wp-image-10926 aligncenter" src="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/Mosaico-Medusa_01-1024x932-1-1024x932.jpg" alt="" width="1024" height="932" srcset="https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/Mosaico-Medusa_01-1024x932-1.jpg 1024w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/Mosaico-Medusa_01-1024x932-1-300x273.jpg 300w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/Mosaico-Medusa_01-1024x932-1-768x699.jpg 768w, https://www.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2017/03/Mosaico-Medusa_01-1024x932-1-700x637.jpg 700w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Il progetto, articolato in lotti, comprende l&#8217;allestimento di uno spazio aperto polifunzionale, di supporto allo scavo e attrezzato per la sosta dei cittadini e dei visitatori. Il primo lotto, in fase di realizzazione, prevede di dotare il cantiere dell&#8217;energia elettrica, di montare la segnaletica lungo il percorso stradale con le indicazioni per raggiungere il sito, e ripristinare il viale di accesso al parco, da sempre inagibile per le insicure condizioni del doppio filare di pini che lo fiancheggia.</p>
<p>Mentre i costi per la realizzazione della segnaletica e dell&#8217;energia sono garantiti dai finanziamenti raccolti da Past in Progress, l&#8217;intervento sul viale d&#8217;ingresso è attualmente in gara per essere finanziato attraverso il bando “Aviva Community Fund”, la compagnia di assicurazione che dal 2015 finanzia progetti di piccola e media entità, selezionati dal pubblico e giudicati da una commissione incaricata di scegliere i vincitori.</p>
<p>Per <strong>aiutarci a realizzare questo sogno</strong>, chiediamo il vostro voto, perché solo i 5 progetti più votati dalla community del web saranno candidati al finanziamento.</p>
<p>Le votazioni si chiuderanno tra 3 giorni, quindi cosa aspettate?</p>
<p>Votare è semplice, si fa in un minuto, basta accedere al <a href="https://community-fund-italia.aviva.com/voting/progetto/schedaprogetto/16-1102" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link qui sotto</a> e registrarsi al sito di Aviva o proseguire attraverso Facebook, potrete dare fino a 10 voti e contribuire a trasformare questo sogno fantastico in realtà!</p>
<p><strong>Il prossimo 6 maggio Poggio del Molino sarà invaso dagli Invasori digitali</strong>, vi aspettiamo tutti!</p>
<p>Ora, però, votate!!!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.invasionidigitali.it/il-parco-di-archeologia-condivisa-parco-di-poggio-del-molino/">Il Parco di archeologia condivisa (PArCo) di Poggio del Molino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.invasionidigitali.it">Invasioni Digitali</a>.</p>
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