Rubi Antiqua, dal collezionismo all’archeologia, Ruvo di Puglia e l’Europa

Rubi Antiqua, dal collezionismo all’archeologia, Ruvo di Puglia e l’Europa

Dobbiamo tornare indietro fino al 2000 a.C. per trovare le prime testimonianze dell’esistenza di villaggi a Ruvo, in Puglia, in provincia di Bari e, ancora oggi, non ci ha rivelato tutti i suoi segreti e la sua storia. Con il passare del tempo, e grazie anche alle numerose dominazioni della zona – greca, normanna e borbonica – sono stati rinvenuti oggetti di grandissimo valore storico e archeologico e Ruvo, Rubi, è diventata famosa nel mondo.

Un interesse che ha visto nascere la collaborazione culturale tra partner italiani e francesi, uniti nella passione per l’archeologia classica, nel progetto “Rubi Antiqua“.

Vasetti miniaturistici apuli, seconda sala del Museo Nazionale Jatta, credits Sara Rania. Su concessione del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo - Polo Museale della Puglia - Museo Nazionale Jatta

Vasetti miniaturistici apuli

Rubi Antiqua ha studiato e approfondito la storia dell’antica città di Ruvo, per cercare di comprendere quali fossero le motivazioni di un intenso traffico di  reperti archeologici fra Napoli, Parigi e Ruvo; per cercare di rintracciare le origini ruvestine di molte opere contenute in musei francesi ed europei, ma anche americani e russi. Rintracciare un’identità che ha legato questa cittadina al mondo.

Le ricerche sono state effettuate, da un lato, a Ruvo e il centro sono stati il Museo Nazionale Jatta e il Palazzo Jatta, con la sua biblioteca e gli archivi privati e, dall’atro, a Parigi, all’interno della Galerie Colbert, sede multiculturale che riunisce numerose ed importanti istituzioni francesi ed ospita il prestigioso Institut National d’Histoire de l’Art – INHA.

Rubi antiqua. Particolare dello scalone monumentale di ingresso al primo piano di Palazzo Jatta. Casa Museo Jatta, credits Sara Rania. Courtesy Famiglia Jatta

Particolare dello scalone monumentale di ingresso al primo piano di Palazzo Jatta.

Possiamo ammirare le splendide collezioni del Museo Jatta grazie alla lungimiranza della Famiglia Jatta che, tra il 1820 e il 1842, si è  impegnata per raccogliere i reperti in un museo “di famiglia” che diventerà poi museo nazionale. Grazie, soprattutto, a Giulia Viesti, madre di Giovanni Jatta junior, che convinse Ferdinando II, Re delle Due Sicilie, a rinunciare all’acquisto della collezione per riunirla a Ruvo. La disposizione che le opere oggi hanno nel museo è la stessa voluta dalla famiglia Jatta al momento della fondazione, un criterio “di bellezza”, secondo il gusto dell’epoca. Infatti, quelli più grandi, ritenuti più belli e più importanti sono collocati sopra colonne di legno, mentre gli altri nelle vetrine delle prime stanze.

Iscrizione funeraria e cratere a mascheroni apulo,credits Sara Rania. Su concessione del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo - Polo Museale della Puglia - Museo Nazionale Jatta

Iscrizione funeraria e cratere a mascheroni apulo,credits Sara Rania. Su concessione del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo – Polo Museale della Puglia – Museo Nazionale Jatta

I risultati del progetto Rubi Antiqua verranno presentati a Parigi, dal team condotto da Daniela Ventrelli dal 2014 ad oggi, nel corso del Convegno “Rubi Antiqua – dal collezionismo all’archeologia, Ruvo di Puglia e l’Europa” dove saranno presenti consulenti scientifici del progetto e ricercatori dell’equipe, storici dell’arte, archeologi e conservatori che illustreranno le diverse fasi seguite per la ricerca e gli obiettivi futuri.

Le istituzioni che parteciperanno danno uno spaccato del legame forte realizzato grazie al progetto: la Sorbona, il Louvre, il Petit Palais, il Cabinet des Médailles di Parigi, l’Ermitage di San Pietroburgo, l’Antikesammlungen di Monaco di Baviera, il Museo di Karlsruhe nel Baden, il Nationalmuseet di Copenhagen, i Musei Vaticani, il Museo archeologico di Napoli, il Museo etrusco di Villa Giulia, le Università di Bari, Foggia, Napoli, Venezia, Milano e Bruxelles.
Oltre alla riflessione sul collezionismo che troverà grande spazio durante i dibattiti ci teniamo a segnalare anche che un’attenzione particolare sarà dedicata alla condivisione digitale dei dati prodotti dalle ricerche, consultabili online nella base Rubi Antiqua sulla piattaforma digitale dell’INHA, AGORHA. Li trovate qui.
L’appuntamento parigino si terrà all’Istituto Nazionale di Storia dell’Arte di Parigi (INHA), nella Sala Vasari, il 16 e il 17 novembre 2017.

Convegno Rubi antiqua

Qui trovare il programma del Convegno che potrete seguire con gli hashtag #rubiantiqua e #rubiantiquaparis sui social.

“Evento svolto con il supporto dell’agenzia Pugliapromozione”