Invasioni digitali nell’’antica Herdonia

Invasioni digitali nell’’antica Herdonia

Un’’invasione digitale ad Herdonia c’è già stata, più o meno un anno fa. Quel giorno vento e pioggia si abbatterono sulle rovine dell’antica città romana e sui (pochi) temerari arrivati sin qui con smartphone, macchina fotografica e… impermeabile!

Ma se la pioggia bagna schermi e obiettivi, di certo non può spegnere la passione, per le #InvasioniDigitali certo, e ancor più per la storia e l’archeologia della propria terra.

Invasioni digitali nell’antica Herdonia

A distanza di un anno, ci ritroviamo tutti qua, questa volta con un sole abbagliante e un cielo terso e luminoso. Ad organizzare l’evento è Archeologica, assieme ad Hericool Digitools. A supportare gli archeologi c’è anche la vivace comunità degli Instagramers foggiani.

Invasioni digitali nell’antica Herdonia

Archeologi, famiglie con bambini, ragazzi, pensionati arrivano alla spicciolata e subito l’area archeologica si riempie di voci e colori; vista dall’alto dell’altura che la sovrasta, la grande piazza romana sembra un prato verde punteggiato di fiori variopinti. I bambini seguono Marida in giro per il foro con la promessa di ottenere in premio, a gioco concluso, uno dei palloncini che qualcuno ha portato. I grandi ascoltano attenti e incuriositi Marco e il racconto di una storia unica che ora è pietra dimenticata li avvince a tal punto che quasi non si accorgono che è ora di pranzo.

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Herdonia oggi è una città viva, colma della passione di chi ancora crede che si debba ripartire da qui: dalla conoscenza di quello che eravamo, dalla ricostruzione del legame identitario con le proprie radici, dalla bellezza di un paesaggio che è esso stesso storia e che dobbiamo reimparare a guardare con occhi nuovi. L’innocenza dello sguardo: quella che si coglie sui volti dei bambini che forse non sanno bene se si trovano in un grande parco o in una città semidistrutta, ma che di certo percepiscono l’unicità di questo posto dove possono correre e sentirsi liberi.

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Giornate come questa dovrebbero diventare la norma e non l’eccezione. Ben vengano le foto postate sui social networks, i selfie all’ombra delle taberne del macellum o della volta del ninfeo, i palloncini colorati e i giochi all’aria aperta. Se tutto questo può servire ad accendere l’entusiasmo e spostare l’attenzione verso quei luoghi dimenticati che andrebbero invece opportunamente valorizzati e tutelati, noi siamo ben contenti di contribuirvi. Forse la chiave della modernità sta tutta qua: nel fare del passato uno strumento “digitale” per “invadere” il futuro.

Giovanna Baldasarre