Assalto al Castello di Gravina in Puglia

Assalto al Castello di Gravina in Puglia

Invasione compiuta: buona la seconda. Anche nell’’Alta Murgia, circondati da un sconfinato “mare di pietra” gli Invaders hanno ottenuto, dopo il Ponte Acquedotto, la loro seconda conquista.

Il Castello Svevo che si erge sulle colline di Gravina in Puglia è stato digitalmente preso d’assedio, senza esclusioni di tag, con ogni mezzo che la tecnologia moderna consente a chi crede che, condivisione, partecipazione e amore per le proprie radici, possano raccontare la storia di una terra in tutta la sua autenticità.

Assalto al Castello di Gravina in Puglia

Mossi da tali convinzioni, il 1 maggio 2015, Club Unesco Gravina e Archeoclub Gravina hanno unito le loro forze, e armati di smartphone, tablet e macchine fotografiche hanno raggiunto, dopo un lungo cammino rigorosamente a piedi per non trascurare il godibile paesaggio naturale, il maniero federiciano. La Fondazione Pomarici Santomasi, proprietaria del castello, ha aperto i cancelli di questo luogo misterioso dall’’insolito fascino medievale, degna cornice di una giornata ricca di entusiasmo, dove cultura e bellezza del territorio hanno dominato, indisturbate, la scena. Dopo un primo assalto digitale alle caratteristiche mura, esperti hanno narrato la gloriosa storia che ha condotto l’Imperatore in questi luoghi incontaminati. Si è illustrato l’antico splendore della regia dimora, si sono indagate le varie ragioni – militari, politiche e di gusto personale, che convinsero Federico II dell’opportunità di una simile opera in questa terra. Gli invaders hanno intanto “consumato la battaglia”, attraverso scatti post e hashtag, a favore di una promozione accessibile e interattiva, di cui l’esperienza è l’indiscusso garante.

Assalto al Castello di Gravina in Puglia

Un’immaginaria e scherzosa intervista all’Imperatore in persona, tratta dagli scritti di Camilleri e condotta brillantemente dai promotori dell’iniziativa, ha permesso di conoscerne il personaggio nei suoi più umani e divertenti tratti, senza trascurarne in fine, una puntuale descrizione storica e letteraria. La giornata si è conclusa con una meritata vittoria: la liberazione della Cultura e della Storia di un luogo, patrimonio non più solo di “pochi eletti”, ma di “tanti curiosi”: di chiunque voglia, con la giusta dose di curiosità, scoprire una nuova meta turistica e culturale assaporandone la più vera e viva realtà, narrata attraverso digitali pensieri.

Maria Dibattista