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	<title>grifoni &#8211; Invasioni Digitali</title>
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		<title>FAST – Folklore, Arte, Storia e Tipicità di Puglia (2nd day)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Franco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2018 15:03:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Gli uomini si fidano delle orecchie meno che degli occhi, dixit Erodoto. Se è vero che Sant’Agata di Puglia è nominato “paese-spione”, per la sua visibilità da ogni postazione nei comuni limitrofi, specie nel distretto della Capitanata, è inevitabile pensare che Candela, una delle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&nbsp;</p>
<p><em>Gli uomini si fidano delle orecchie meno che degli occhi</em>,<br />
dixit Erodoto.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se è vero che <em>Sant’Agata di Puglia</em> è nominato “paese-spione<em>”</em>, per la sua visibilità da ogni postazione nei comuni limitrofi, specie nel distretto della <em>Capitanata</em>, è inevitabile pensare che <strong><em>Candela</em></strong>, una delle mete del <em>FAST Press Tour</em>, sia una cittadina vocata all’ascolto ed anche… all’<em>orecchietta</em>!<br />
Noto anche come “<em>Il Paese del Natale</em>”, per gli eventi che animano l’ultimo mese dell’anno, motivo di grandi affluenze nel borgo in provincia di Foggia.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter wp-image-10136 size-large" src="https://archivio.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2019/08/candela_vistadaltavoliere_pianadelgrano-1024x600.jpg" alt="" width="1024" height="600" /></p>
<p style="text-align: justify;">Come i viandanti, di volta in volta bisogna osservare con curiosità dettagli ed emergenze architettoniche. Benito Quaglia dalla chiesa di <em>Santa Maria &#8220;della Purificazione&#8221; </em>ci accoglie, presentandoci la cittadina che sorge sulle colline dette di <em>San Rocco</em> e di <em>San Tommaso</em>.<br />
L&#8217;appellativo del nome -Candela- non è da fraintendersi, ma ha riferimenti alla <em>battaglia di Canne</em>, ove i fuggitivi dello scontro, avvenuto nel 216 a.C. tra Romani e Cartaginesi, ebbero riparo in queste alture.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni centro non dispone di una sola verità o di una sola menzogna, Socrate ad esempio, parlava di sé come &#8220;un ignorante&#8221;; ma ogni comunità oltre i &#8220;campanili&#8221; ha molte verità, basta coglierle.<br />
Così scopriamo Candela, nuda e cruda, <em>come le porte di certi paesini, sempre aperte e con le chiavi nella serratura </em>(cit. Enrica Mannari).</p>
<p style="text-align: justify;">In questo tragitto, in questo camminare, salendo tra un vicolo e un altro, oltrepassiamo porte, archi, pontili e fossati. Senza rendercene conto entriamo in una mera cittadella medievale. Tentenno, col fare paragoni con alcuni centri della <em>mia cara isola</em>, ma trovo estremamente interessante il confronto con <em>Buccheri</em>, in provincia di Siracusa, per le loro simili conformazioni urbane &#8220;ad imbuto&#8221;, per la loro<em> imago urbis</em> avvinta sui colli, poi toponimi e logistiche normanne, caratteristiche di comuni distanti eppure così &#8220;vicini&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-10139 aligncenter" src="https://archivio.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2019/08/Torre-Orologio-Ascoli-Satriano.jpg" alt="" width="640" height="960" /></p>
<p style="text-align: justify;">Costruito nel periodo normanno-svevo, il castello di Candela è stato più volte distrutto e ricostruito. Posto all&#8217;apice della Cittadella, domina dall&#8217;alto tutto il paese.<br />
A proposito di <em>topos</em>, come si evince da un documento dell’archivio della <em>SS. Trinità </em>di<em> Cava dei Tirreni</em> datato Gennaio 1066, il <strong>Castello di Candela</strong> era posseduto dal normanno Guglielmo o Guidelmo, conte di Principato e fratello minore di Guglielmo &#8220;braccio di ferro&#8221; che a difesa dello stesso aveva nominato viceconte un certo Ansererio. In questo documento si attesta l’offerta della <strong>Chiesa</strong> di <strong>San Michele Arcangelo</strong> che l’Ansererio fece per la sua anima e dei parenti suoi, vi si legge infatti: &#8220;<i>in eodem loco </i>(Candela) <i> a foras muras praedicti castelli, vetustam, dirutum, vocabulum Sancti Michaelis Arcangeli&#8221;</i>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-10141 aligncenter" src="https://archivio.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2019/08/Duomo.jpg" alt="" width="564" height="846" /></p>
<p style="text-align: justify;">Transito, per luoghi dalle diverse fisionomie: da un antico forno &#8220;a paglia&#8221; alla strada più stretta d&#8217;Italia, sino a giungere al Municipio.</p>
<p style="text-align: justify;">Assumere un itinerario noto, come prescritto, non ci confermerebbe più &#8220;soggetti vivi&#8221; del viaggio, ma semplici esecutori di un messaggio, quando c’è una meta sullo sfondo lo &#8220;scenario passeggero&#8221; sfoca, viceversa in un viaggio continuo, fluido come questo, tutto diventa divenire all’avanscoperta: le ore <em>post meridies</em> sono state dedicate alla conoscenza di <strong>Ascoli Satriano</strong> e del suo Patrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-10143 aligncenter" src="https://archivio.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2019/08/Ascoli-Satriano.jpg" alt="" width="720" height="720" /></p>
<p style="text-align: justify;">Non solo una dimensione religiosa, assimilata nel suo Duomo fondato nel XII sec. ed elevata a Cattedrale nel XV secolo, ma anche l’efficienza di un’evoluzione produttiva culturale, controtendente e liberatoria: <strong>Lo Spreco Necessario</strong>, è il titolo di una mostra archeologica che ruota attorno ai preziosi <strong>Grifoni</strong> di Ascoli <i>Satricum</i>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-10145 aligncenter" src="https://archivio.invasionidigitali.it/wp-content/uploads/2019/08/Lo-Spreco-Necessario-Grifoni-Ascoli-Satriano.jpg" alt="" width="500" height="314" /></p>
<p style="text-align: justify;">In una città dal passato complesso e fertile, le vicende degli scavi clandestini concluse con esiti positivi, oggi donano luce, per onestà e bellezza. L&#8217;insieme del patrimonio archeologico, in esposizione al <em>Polo Museale di S.Maria del Popolo</em>, come restituzione di interi corredi di eccezionali tombe depredate; bellezze straordinarie per rarità, unicità, esclusività ed inclusività, come le Nereidi dipinte, le marmoree anfore, la lussureggiante furia dei Grifoni, ora fonte battesimale di un popolo che si abbandona a puro piacere edonistico: capolavori di una <em>Grecia d&#8217;Occidente</em> che nel meridione d&#8217;Italia è esplosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricuciture storiche delle comunità del Carapelle, in cui abitanti e viaggiatori evocano significati del passato, riflettono le memorie di soggetti lontani, superano la dimensione onirica per capire ed innamorarsi ancora, oltre il tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">
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