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	<title>Baratti e Populonia &#8211; Invasioni Digitali</title>
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	<description>1 Gennaio - 31 Dicembre 2019</description>
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		<title>A Populonia, sull’acropoli dell’antica città etrusca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marianna Marcucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2018 09:44:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Acropoli Etrusca]]></category>
		<category><![CDATA[Baratti e Populonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Invasioni Digitali tornano nel parco archeologico di Baratti e Populonia, oltre 80 ettari di patrimonio culturale e naturalistico che dalle necropoli sul golfo di Baratti abbracciano i resti dell’antica città fino a Populonia Alta. Qui, sull&#8217;altura di fronte al Castello, si trova l&#8217;acropoli di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le Invasioni Digitali tornano nel <strong>parco archeologico di Baratti e Populonia</strong>, oltre 80 ettari di patrimonio culturale e naturalistico che dalle necropoli sul golfo di Baratti abbracciano i resti dell’antica città fino a Populonia Alta.</p>
<p>Qui, sull&#8217;altura di fronte al Castello, si trova <strong>l&#8217;acropoli di Populonia</strong>, sede degli edifici pubblici e sacri e delle case più lussuose della città, protetta da una possente <strong>cinta muraria</strong>, costruita tra il 300 e il 250 a.C.</p>
<p>(L’acropoli di Populonia nel parco archeologico)</p>
<p>Quando Populonia passò sotto il dominio di Roma, <strong>l’acropoli fu trasformata</strong> da un grande progetto di ristrutturazione che ne ridisegnò completamente l’urbanistica.</p>
<p><a href="https://www.invasionidigitali.it/invasione/un-mosaico-marino-e-il-suo-enigma/">L&#8217;invasione digitale con gli Igers Livorno</a> sarà l&#8217;occasione per salire sulla <strong>terrazza delle Logge</strong>, un grande edificio del II secolo a.C. che per lungo tempo è stato l&#8217;unico monumento testimone della magnificenza della città alta.</p>
<p>Le sue <strong>arcate cieche</strong> colpirono l&#8217;immaginazione dei viaggiatori dell&#8217;Ottocento, giunti in cerca dei resti dell&#8217;antica città etrusca.</p>
<p>Anfiteatro, villa marittima, terme&#8230; le ipotesi sulla <strong>vera natura</strong> di questo edificio sono state molteplici, fino a che, nei primi anni Duemila, gli archeologi non hanno cominciato a scavare e a studiarne l&#8217;architettura, le murature e gli ambienti superstiti.<br />
(Foto 2 – La grande strada basolata e l’edificio delle Logge)<br />
Sulla terrazza sono così tornati in luce i resti di un ninfeo, una <strong>fontana monumentale</strong> in cui erano riprodotte artificialmente le grotte sacre alle Ninfe. In origine, le pareti del ninfeo erano ornate con murici sezionati e con concrezioni calcaree, mentre un <strong>mosaico marino</strong>, popolato di guizzanti pesci e insoliti molluschi, decorava il pavimento su cui doveva scorrere l&#8217;acqua, con un <strong>effetto illusionistico</strong> di grande suggestione.</p>
<p>(L’area del ninfeo sulle Logge)</p>
<p>Molti indizi suggeriscono che sulle Logge vi fosse il <strong>culto di Venere Euploia</strong>, protettrice della buona navigazione. Il principale è la <strong>scena di naufragio</strong> rappresentata sul mosaico marino: <strong>una barca</strong> con tre uomini a bordo sta per essere travolta da una grande onda. I marinai alzano le braccia al cielo invocando un <strong>intervento divino</strong>.</p>
<p>Non è immediato vedere la scena nella sua interezza, poiché è <strong>capovolta</strong> rispetto al punto di vista dell&#8217;osservatore. E non è facile capire a chi i marinai stiano invocando le proprie disperate preghiere. Intorno a loro, dei placidi pesci e un mollusco.</p>
<p>Il <strong>mosaico nasconde un enigma</strong>? A un occhio attento, non sfuggirà che il mollusco vicino ai naviganti è diverso dagli altri rappresentati sul mosaico: ruotando la raffigurazione, esso assume le sembianze di una colomba.</p>
<p>(La scena di naufragio del mosaico marino di Populonia)</p>
<p>In antico, il volatile era sacro a Venere e la conchiglia ricorreva nell’iconografia della dea, come allusione al sesso femminile. Il mollusco- colomba potrebbe dunque essere la <strong>rappresentazione della dea, </strong>giunta in soccorso ai marinai.</p>
<p>L’ipotesi che il mosaico sia un ex voto donato alla dea per uno <strong>scampato naufragio</strong> non è solo affascinante, diventa convincente.</p>
<p>Accanto al ninfeo, vi era un balneum, un <strong>edificio termale pubblico</strong>, costruito intorno al 100 a.C., ancora in corso di scavo. Ne vediamo il caldarium, la stanza per il <strong>bagno caldo</strong>, con piccole nicchie portaoggetti sulle pareti, che ancora conservano l&#8217;intonaco. Il calore arrivava da un forno posto nell&#8217;ambiente adiacente, un vano di servizio pavimentato in opus spicatum.</p>
<p>(Il balneum sopra le Logge)</p>
<p>Anche questo edificio termale sussurra il nome di Venere e di nuovo su uno dei suoi mosaici. Accanto a delfini e onde correnti, in un gioco dalla geometria policroma, sono raffigurati i busti di <strong>due africani</strong>. Una veste azzurra chiusa sulla spalla da una spilla d&#8217;oro dice che non sono due semplici schiavi&#8230; forse dei <strong>sacerdoti</strong>?</p>
<p>Sappiamo che nei <strong>santuari marittimi</strong> dedicati a Venere erano in servizio uomini di colore, la cui fisicità prorompente ben richiamava il mondo carico di erotismo e di sensualità della dea.</p>
<p>Ipotesi intriganti per un luogo in cui c&#8217;è ancora molto da scoprire, ma altrettanto da vedere e da vivere.</p>
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